Un saluto da don Giuseppe

Cari parrocchiani buonasera! Come state? Come va il morale? In questi giorni le strade sono quasi deserte.Questo da una parte mette un po’ di tristezza, ma dall’altra parte mi dà tanta consolazione: è il segno che i Dairaghesi stanno ubbidendo a tutti gli inviti pressanti che ci giungono in continuazione dicendoci di stare in casa! Questo dimostra che c’è tanta intelligenza e tanto amore verso gli altri: se vogliamo bene al nostro prossimo dobbiamo stare chiusi in casa, e uscire solo per motivi molto seri. Quando sarà tutto finito penso che sarà una bella soddisfazione, un motivo di vanto per tutti noi, se a Dairago nessuno si sarà ammalato di Coronavirus tranne una sola persona,(alla quale auguriamo di guarire presto)! Fanno eccezione alcuni piccoli gruppi di adolescenti e giovani, che non si adeguano alla regola di stare in casa, e passano diverse ore del giorno e della notte a bighellonare in gruppo, senza mantenere sempre il metro di distanza. Ma chi si credono di essere questi ragazzi? I più belli? Loro sono esentati dal dovere di rispettare le regole che gli altri seimila Dairaghesi rispettano? Ma sono sicuri di non rischiare di prendere anche loro la malattia, che poi, tornando a casa, potranno trasmettere ai loro genitori, fratelli, nonni? Quindi devono rimanere anche loro in casa! I loro genitori facciano rispettare questa regola! Qualcuno mi chiede come passa il parroco queste giornate: sta facendo una bella vacanza? Vi dico solo una cosa: passo molto tempo a parlare: a parlare col Signore e a parlare con la gente. Essendo libero da tanti impegni, riesco a stare diverse ore del giorno, soprattutto la mattina in chiesa a pregare; e prego soprattutto per i miei parrocchiani: tengo in mano gli elenchi di tutti i ragazzi che hanno frequentato il catechismo in questi ultimi quindici anni, gli elenchi degli ammalati, dei collaboratori parrocchiali; poi prenderò in mano gli elenchi dei battezzati, dei matrimoni, dei funerali di questi ultimi anni: praticamente c’è dentro tutto il paese. Dico una preghiera per ogni persona in elenco e per tutta la sua famiglia: ad ogni nome che leggo corrisponde un volto, una persona e una famiglia. Ma mentre parlo con Gesù di queste persone, in chiesa c’è un continuo via vai di persone che vengono a pregare; molte , vedendomi, si fermano a parlare con me: io interrompo volentieri il mio dialogo con Gesù, per parlare con loro (tenendo la giusta distanza!). Provate a fare così anche voi: dite un'”Ave Maria” per ogni persona che conoscete, con calma, senza fretta: in questi giorni abbiamo tanto tempo. Se qualcuno vuole parlare con me, non abbia paura di disturbarmi : cercatemi in chiesa, e se non sono in chiesa cercatemi in casa. E adesso qualche avviso : avete sentito che in chiesa non si possono fare i funerali; quindi il defunto viene portato direttamente al cimitero, dove il sacerdote dice le preghiere che si dicono solitamente prima della sepoltura, e benedice la tomba e il feretro. Più avanti, quando saremo tornati alla normalità, potremo celebrare una Messa di suffragio, fuori dalle Messe di orario, nella quale potranno venire i parenti, gli amici e i conoscenti. Io continuo a celebrare la Messa tutte le mattine alle 8,30, che può essere seguita da chi possiede la radio distribuita appositamente qualche decina di anni fa. Nei giorni feriali ricordo che ci sono due Messe in televisione alle ore 8,30, sui canali 28 e 195. Mercoledì sera ore 20,30 e venerdì sera ore 21 , si potrà assistere alla adorazione e alla Via Crucis collegandosi sul sito “www.sangenesio.eu”; sul medesimo sito si potrà assistere alla Messa di sabato ore 18 e domenica ore 11. Mi raccomando: non fatevi prendere dalla tristezza e dalla depressione: l’arma per vincere la tristezza è “parlare tanto”: con Dio e con le persone. In questi giorni: ” per vincere la depressione : più dialogo e meno televisione!” Buona notte a tutti. don Giuseppe

Share Button