Sabato 15 novembre 2014

Non lasciare che il passato dica chi sei,

ma lascia che sia parte di ciò che diventerai…

Lettura del Vangelo secondo Marco (13, 5a. 33-37)

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a dire ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

La liturgia del sabato ambrosiano ha un carattere “pre-festivo” ed anche se il ritmo del nuovo avvento non è più scandito dall’alternarsi futuro, passato e presente, il brano del vangelo di oggi già orienta il fedele ad essere attento e vigilante nell’attesa di quella ‘venuta’ di quel Signore “che sta sempre alla porta e bussa”.

Certo, la nostra epoca, con i suoi ritmi frenetici e con l’affievolirsi della visione religiosa del mondo, ci sta progressivamente portando a rendere irrilevante il tema della venuta del Signore e del nostro incontro con lui.

La vita non è più letta come ‘vocazione’; questo orizzonte terreno sembra il solo che possa dare felicità ai nostri cuori inquieti; la speranza per la vita eterna è relegata ad una favola troppo bella per essere vera; il tema – forte e severo – del giudizio si è stemperato fino quasi a scomparire…

È allora più che mai urgente raccogliere l’invito di Gesù: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento».

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