Mercoledì 19 novembre 2014

 A colui che attende giunge ciò che attendeva,

ma a colui che spera capita ciò che non sperava. 

Lettura del profeta Geremia (2, 1-9)

Mi fu rivolta questa parola del Signore:

«Va’ e grida agli orecchi di Gerusalemme: Così dice il Signore:

Mi ricordo di te, dell’affetto della tua giovinezza, dell’amore al tempo del tuo fidanzamento,

quando mi seguivi nel deserto, in terra non seminata.

Israele era sacro al Signore, la primizia del suo raccolto;

quanti osavano mangiarne, si rendevano colpevoli, la sventura si abbatteva su di loro.

Oracolo del Signore.

Udite la parola del Signore, casa di Giacobbe, voi, famiglie tutte d’Israele!

Così dice il Signore: Quale ingiustizia trovarono in me i vostri padri

per allontanarsi da me e correre dietro al nulla, diventando loro stessi nullità?

E non si domandarono: “Dov’è il Signore che ci fece uscire dall’Egitto,

e ci guidò nel deserto, terra di steppe e di frane, terra arida e tenebrosa,

terra che nessuno attraversa e dove nessuno dimora?”.

Io vi ho condotti in una terra che è un giardino, perché ne mangiaste i frutti e i prodotti,

ma voi, appena entrati, avete contaminato la mia terra e avete reso una vergogna la mia eredità.

Neppure i sacerdoti si domandarono: “Dov’è il Signore?”.

Gli esperti nella legge non mi hanno conosciuto, i pastori si sono ribellati contro di me,

i profeti hanno profetato in nome di Baal e hanno seguito idoli che non aiutano.

Per questo intenterò ancora un processo contro di voi – oracolo del Signore –

e farò causa ai figli dei vostri figli».

Geremia evoca il tempo felice e appassionato – come il tempo del fidanzamento – quando Israele si lasciava condurre da Dio lungo il cammino del deserto.

Ma quel tempo è finito; una volta entrato nella terra promessa Israele ha abbandonato il Signore.

Il profeta, ricordando che il popolo si è allontanato dal Signore, usa un’espressione molto suggestiva e forte e così dice che si sono messi a correre “dietro al nulla, diventando loro stessi nullità”.

Abbandonare il Signore è incamminarsi lungo una via che non conduce alla vita, è affidarsi non a qualcun altro, ma – radicalmente – al nulla, al vuoto.

Ancor più, lasciare il Signore conduce l’uomo a ritrovarsi in una povertà estrema, quasi a perdere la propria consistenza originaria, a diventare nulla, polvere!!!

Nessuno si è salvato da questa deriva, da questa radicale amnesia: sacerdoti, esperti della legge, profeti… Anzi, proprio coloro che avevano più responsabilità, proprio le guide religiose del popolo hanno tradito quell’amore pieno e suggestivo del tempo del fidanzamento.

Che il Signore stesso ci sostenga nel nostro cammino, che ci aiuti a non dimenticare tutti i benefici ricevuti, che ci sostenga nella nostra fatica quotidiana, che apra i nostri occhi perché sappiamo riconoscere la sua fedele presenza fra noi.

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