Martedì 28 Ottobre 2014

Martedì 28 ottobre 2014

Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (12, 13 – 13, 10)

E vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e il suo grande potere. Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita.

Allora la terra intera, presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia, e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?».

Isolo da lungo brano di oggi questo ‘frammento’.

Come sempre, le immagini dell’Apocalisse non vanno immaginate, con tentativo di farne un disegno comprensibile, ma ogni simbolo va ‘decodificato’; più che al singolo elemento – pur sempre significativo – va considerato il tutto.

Ora si presenta davanti a noi ‘qualcosa’ di mostruoso per la sua forza (dieci corna), per la sua capacità di comando e dominio (sette teste), per la sua orgogliosa manifestazione di potere (diademi) e per la sua presuntuosa manifestazione di ostilità nei confronti di Dio (titolo blasfemo).

I suoi connotati che la avvicinano all’insieme di una pantera, orso e leone dicono il suo immenso e variegato potere, la sua forza oppressiva, la sua astuzia…

Da sempre, nella storia, è all’opera questa continua manifestazione di una forza ‘bestiale’. Talvolta sembra sconfitta, ma sa ripresentarsi sotto nuove forme capaci di sedurre il cuore degli uomini; è facile essere presi d’ammirazione per chi si presenta così straordinariamente forte, ma anche astutamente ingannatore ed oppressivo. È sempre possibile finire per adorare questa ‘bestia’, invece che il vero Signore.

Vengono in mente le parole di Paolo nella lettera ai Romani: “… pur avendo (gli uomini) conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un’immagine e una figura di uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili”.

Ci sia dato di ripetere la professione di fede e d’amore di Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

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