Martedì 25 novembre 2014

“Non cercare con gli occhi la strada del cuore,
ma apri gli occhi del cuore e cerca la tua strada.”

Lettura del profeta Geremia (3, 6-12)
In quei giorni. Il Signore mi disse al tempo del re Giosia: «Hai visto ciò che ha fatto Israele, la ribelle? Si è recata su ogni luogo elevato e sotto ogni albero verde per prostituirsi. E io pensavo: “Dopo che avrà fatto tutto questo tornerà a me”; ma ella non è ritornata. La sua perfida sorella Giuda ha visto ciò, ha visto che ho ripudiato la ribelle Israele proprio per tutti i suoi adultèri, consegnandole il documento del divorzio, ma la sua perfida sorella Giuda non ha avuto alcun timore. Anzi, anche lei è andata a prostituirsi, e con il clamore delle sue prostituzioni ha contaminato la terra; ha commesso adulterio davanti alla pietra e al legno. E nonostante questo, la sua perfida sorella Giuda non è ritornata a me con tutto il cuore, ma soltanto con menzogna». Oracolo del Signore. Allora il Signore mi disse: «Israele ribelle si è dimostrata più giusta della perfida Giuda. Va’ e grida queste cose verso il settentrione: Ritorna, Israele ribelle, dice il Signore. Non ti mostrerò la faccia sdegnata, perché io sono pietoso. Oracolo del Signore. Non conserverò l’ira per sempre».

Il brando odierno si comprende ricordando le vicende della storia biblica.
Dopo Salomone, il regno di Davide si divide in due: Israele al Nord, con capitale Samaria; il regno di Giuda, al sud, con capitale Gerusalemme.
Samaria viene distrutta nel 722 a.C. dal re Assiro Sennacherib, la popolazione deportata in schiavitù ed il regno viene ad asservito come vassallo agli Assiri.
Gerusalemme ed il regno di Giuda hanno visto questo fatto, ma non hanno imparato la lezione ed hanno continuato a vivere abbondonando il Signore e scegliendo l’idolatria (nel linguaggio profetico che ormai conosciamo, si sono prostituiti); ora dunque il loro peccato è ancora più grande.
Il Signore è così pronto a perdonare alla ribelle Israele (nord) che si è dimostrata più giusta di Giuda.

Talvolta succede che proprio chi è più ‘lontano’ dalla fede si dimostra più attento e sensibile alla giustizia e all’amore del prossimo di chi si compiace dei suoi gesti religiosi.
Anzi, è proprio una costante: i poveri sono i più generosi, chi non ti conosce riconosce meglio il tuo lavoro, chi non viene in chiesa apprezza meglio la tua fatica, chi è di altre ‘fedi’ si dimostra più grato della tua testimonianza e quelli che ti erano amici ora ti voltano le spalle…

Già da tempo lo aveva cantato il salmista: “Anche l’amico in cui confidavo, che con me divideva il pane, contro di me alza il suo piede…”.

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