Martedì 2 dicembre 2014

Dammi, Signore, la saggezza indispensabile

per accogliere il mistero di ogni giorno.

Lettura del profeta Geremia (3, 6a; 5, 25-31)

In quei giorni. Il Signore mi disse: Le vostre iniquità hanno sconvolto quest’ordine

e i vostri peccati tengono lontano da voi il benessere;

poiché tra il mio popolo si trovano malvagi, che spiano come cacciatori in agguato,

pongono trappole per prendere uomini.

Come una gabbia piena di uccelli, così le loro case sono piene d’inganni;

perciò diventano grandi e ricchi.

Sono grassi e pingui, oltrepassano i limiti del male;

non difendono la causa, non si curano della causa dell’orfano, non difendono i diritti dei poveri.

Non dovrei forse punirli? Oracolo del Signore.

Di una nazione come questa non dovrei vendicarmi?

Cose spaventose e orribili avvengono nella terra: i profeti profetizzano menzogna

e i sacerdoti governano al loro cenno, e il mio popolo ne è contento.

Che cosa farete quando verrà la fine»?

Un proverbio, amaro e sconsolato, dice: “Non c’è mai limite al peggio”.

Sembra proprio il commento adatto alle pagine che la liturgia ci offre del profeta Geremia.

Oggi Geremia ci presenta un altro volto di quel male che sta distruggendo il popolo di Dio (e in prospettiva, sta divorando anche la nostro società): “Non difendono i diritti dei poveri”.

È un peccato di sempre, ma al tempo del profeta così come ai nostri giorni, sembra particolarmente forte e onnipresente.

Non passa giorno che il Papa non lo richiami con forza ovunque si trovi e davanti a chiunque; nella sua Esortazione apostolica “Evangelii gaudium” ci ha detto queste parole belle, dense e forti: Quando uno legge il Vangelo incontra un orientamento molto chiaro: non tanto gli amici e vicini ricchi bensì soprattutto i poveri e gli infermi, coloro che spesso sono disprezzati e dimenticati, « coloro che non hanno da ricambiarti » (Lc 14,14). Non devono restare dubbi né sussistono spiegazioni che indeboliscano questo messaggio tanto chiaro. Oggi e sempre, « i poveri sono i destinatari privilegiati del Vangelo », e l’evangelizzazione rivolta gratuitamente ad essi è segno del Regno che Gesù è venuto a portare. Occorre affermare senza giri di parole che esiste un vincolo inseparabile tra la nostra fede e i poveri. Non lasciamoli mai soli”.

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