Martedì 18 novembre 2014

Tutto ciò che vale merita di essere atteso!

Lettura del profeta Geremia (1, 11-19)

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Che cosa vedi, Geremia?». Risposi: «Vedo un ramo di mandorlo». Il Signore soggiunse: «Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per realizzarla». Mi fu rivolta di nuovo questa parola del Signore: «Che cosa vedi?». Risposi: «Vedo una pentola bollente, la cui bocca è inclinata da settentrione». Il Signore mi disse:

«Dal settentrione dilagherà la sventura su tutti gli abitanti della terra.

Poiché, ecco, io sto per chiamare tutti i regni del settentrione. Oracolo del Signore.

Essi verranno e ognuno porrà il proprio trono alle porte di Gerusalemme,

contro le sue mura, tutt’intorno, e contro tutte le città di Giuda.

Allora pronuncerò i miei giudizi contro di loro, per tutta la loro malvagità,

poiché hanno abbandonato me e hanno sacrificato ad altri dèi

e adorato idoli fatti con le proprie mani.

Tu, dunque, stringi la veste ai fianchi, àlzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò;

non spaventarti di fronte a loro, altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro.

Ed ecco, oggi io faccio di te come una città fortificata, una colonna di ferro e un muro di bronzo

contro tutto il paese, contro i re di Giuda e i suoi capi, contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.

Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti».

Oracolo del Signore.

Il profeta Geremia, che poi scopriremo essere un uomo tranquillo e pacifico, deve annunciare una parola dura, tragica e (mentre le cose vanno bene) totalmente incomprensibile: si sta avvicinando la sciagura! Dal nord arriverà un esercito devastatore e invincibile (come una pentola di olio bollente che si rovescia!).

Gerusalemme sarà assediata (e sopraffatta).

È solo una questione politico-militare? No, la causa è ‘religiosa’: “Hanno abbandonato me e hanno sacrificato ad altri dèi”!

La ragione è sempre una: l’abbandono del vero Dio finisce per mettere la vita nelle mani degli idoli e con tutto ciò che da essi deriva.

Geremia non deve avere paura di pronunciare queste parole così forti e urtanti, “altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro!”.

Deve essere convinto della promessa del Signore: «Io sono con te per salvarti».

Chiediamo al Signore di sostenerci nella nostra comune ‘vocazione’ di testimoni e annunciatori della sua Parola.

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