Lunedì 27 ottobre 2014

Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (12, 1-12)

In quel giorno.

Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli. Allora udii una voce potente nel cielo che diceva: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, perché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto grazie al sangue dell’Agnello e alla parola della loro testimonianza, e non hanno amato la loro vita fino a morire. Esultate, dunque, o cieli e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è disceso sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo».

All’interno della struttura del libro dell’Apocalisse, abbiamo fatto un notevole salto in avanti; eravamo ai capitoli 2-3, dove si presentavano le famose sette lettere alle sette Chiese dell’Asia minore, mentre ora siamo passati al cap. 12, tralasciando così completamente il settenario dei SIGILLI e il settenario delle TROMBE.

Il brano odierno, con cui siamo già dentro il settenario delle COPPE e che costituisce l’intera seconda parte del nostro Libro, ci riporta due suggestive visioni: una legata al segno grandioso nel cielo e l’altra relativa alla grande guerra nel cielo. Il CIELO è dunque lo scenario che si apre davanti ai nostri occhi.

Dire ‘cielo’ – nell’Apocalisse – significa aprire uno spiraglio che va ben oltre le nostre capacità, forze e progetti, che supera le possibilità delle semplici realizzazioni umane (questa è appunto la ‘terra’), per poter cogliere qualcosa del misterioso progetto di Dio. Significa guardare la storia con gli occhi di Dio e vedere al di là del nostro piccolo orizzonte umano.

C’è in atto – oggi e sempre – una lotta radicale ed estrema, tra le forze del bene, che vogliono portare avanti il progetto di Dio, e le forze ‘demoniache’, le forze ostili ed antagoniste al progetto di Dio.

Da una parte una “donna vestita di sole”: la Chiesa, l’umanità redenta, Maria… e dall’altra una pluralità di nome per delineare un ‘nemico’ che sempre si rinnova ma sempre rimanendo se stesso: drago, serpente antico, diavolo, satana….

Il credente dovrà essere sempre consapevole di essere stato posto nel cuore di una lotta; prudente e perseverante, forte e coraggioso, scaltro e semplice; sempre radicalmente fiducioso perché grazie al sangue dell’Agnello, Cristo morto e risorto, il male è già stato sconfitto alla radice.

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