Lunedì 24 novembre 2014

Chi non riesce ad essere nella luce,
almeno non faccia ombra.

Lettura del profeta Geremia (2, 1a; 3, 1-5)
In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore:
«Va e grida agli orecchi di Gerusalemme: Così dice il Signore: Se un uomo ripudia la moglie
ed ella si allontana da lui per appartenere a un altro, tornerà il primo ancora da lei?
Quella terra non sarebbe tutta contaminata?
E tu, che ti sei prostituita con molti amanti, osi tornare da me? Oracolo del Signore.
Alza gli occhi sui colli e osserva: dove non sei stata disonorata?
Tu sedevi sulle vie aspettandoli, come fa l’Arabo nel deserto.
Così hai contaminato la terra con la tua impudicizia e perversità.
Per questo sono state fermate le piogge e gli acquazzoni di primavera non sono venuti.
Sfrontatezza di prostituta è la tua, non vuoi arrossire.
E ora gridi verso di me: “Padre mio, amico della mia giovinezza tu sei!
Manterrà egli il rancore per sempre? Conserverà in eterno la sua ira?”.
Così parli, ma intanto commetti tutto il male che puoi».

I profeti (Osea, Isaia) amano moltissimo ricorrere alla metafora nuziale: il rapporto d’amore fra marito e moglie serve a rappresentare il rapporto fra Dio – lo sposo – ed il suo popolo – la sposa.
Ora, questo popolo-sposa si manifesta profondamente infedele, perché ha abbandonato il suo Dio-sposo e si è affidata a tanti dei-amanti.
Lo ha fatto con superficialità, arroganza, senza nemmeno ‘arrossire’ (non ha cioè riconosciuto il suo peccato e la sua infedeltà).

Ed ora che si profila il pericolo (all’orizzonte si fanno sempre più minacciose le notizie di una possibile invasione militare) il popolo ha il ‘coraggio’ e la sfrontatezza di chiedere l’aiuto del Signore ricorrendo ad argomenti un po’ ‘meschini’: “Manterrà egli (Dio) il rancore per sempre? Conserverà in eterno la sua ira (contro di noi)?”.
La cosa è ancor più sconvolgente e vergognosa perché, mentre il popolo dice queste cose, continua a commettere il male di sempre, senza un’ombra di pentimento, senza un minimo impegno a cambiare.

Mentre siamo in cammino verso il Natale di Gesù ci sia dato il coraggio di una forte e profonda conversione, di un deciso cambiamento del cuore.

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