Lunedì 10 novembre 2014

Che nessuno venga mai da voi

senza andarsene più buono e più felice!

Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (20, 1-10)

In quel giorno. Vidi un angelo che scendeva dal cielo con in mano la chiave dell’Abisso e una grande catena. Afferrò il drago, il serpente antico, che è diavolo e il Satana, e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, lo rinchiuse e pose il sigillo sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni, dopo i quali deve essere lasciato libero per un po’ di tempo.

Siamo giunti all’ultima settimana feriale dell’anno liturgico ed alle ultimissime battute del libro dell’Apocalisse che ci ha accompagnato in queste settimane.

Isolo dal lungo brano di oggi solo la parte iniziale, per accennare alla famosa e dibattutissima questione dei “mille anni”. Scartiamo subito un’interpretazione ‘letterale’, anche se è stata in auge nel passato e spesso ritorna nell’immaginario collettivo anche moderno (ricorderete le catastrofiche previsioni, un po’ in tutti i settori, all’arrivo dell’anno 2000!!!). La tesi di mille anni di regno del Messia prima della fine della storia era già stata condannata dal Concilio di Efeso del 431!!!, ma spesso è tornata a farsi sentire in ‘sette’ di stampo apocalittico.

Oggi si propende per vedere in questi ‘mille anni’ il tempo della Chiesa, che va dalla Pasqua di Gesù alla pienezza finale nella ricapitolazione di tutte le cose in Cristo, Signore dell’universo.

Ritorna l’invito dell’Apocalisse per i credenti di ogni tempo a non essere ingenui e superficiali: il male è forte e sarà sempre presente nella vita dei singoli e della comunità.

Ma anche invito a non disperare e a non rassegnarsi perché la grande chiave dell’abisso – cioè il potere ultimo e definitivo sul male – è in mano al Signore Gesù, l’alfa e l’omega, il principio e la fine di tutte le cose.

Come abbiamo celebrato ieri, veramente Gesù Cristo è il re e il Signore dell’universo, ricapitolatore di tutte le cose!

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