Giovedì 27 novembre 2014

Conosci te stesso,
poiché il più grande dei tesori è nascosto dentro di te.

Lettura del profeta Geremia (3, 6a. 19-25)

In quel tempo. Il Signore mi disse: «Io pensavo:
“Come vorrei considerarti tra i miei figli e darti una terra invidiabile,
un’eredità che sia l’ornamento più prezioso delle genti!”.
Io pensavo: “Voi mi chiamerete: Padre mio, e non tralascerete di seguirmi”.
Ma come una moglie è infedele a suo marito, così voi, casa di Israele, siete stati infedeli a me».
Oracolo del Signore.
Sui colli si ode una voce, pianto e gemiti degli Israeliti,
perché hanno reso tortuose le loro vie, hanno dimenticato il Signore, loro Dio.
«Ritornate, figli traviati, io risanerò le vostre ribellioni».

«Ecco, noi veniamo a te, perché tu sei il Signore, nostro Dio.
In realtà, menzogna sono le colline, e le grida sui monti;
davvero nel Signore, nostro Dio, è la salvezza d’Israele.
L’infamia ha divorato fin dalla nostra giovinezza il frutto delle fatiche dei nostri padri,
le loro greggi e i loro armenti, i loro figli e le loro figlie.
Corichiamoci nella nostra vergogna, la nostra confusione ci ricopra,
perché abbiamo peccato contro il Signore, nostro Dio, noi e i nostri padri,
dalla nostra giovinezza fino ad oggi; non abbiamo ascoltato la voce del Signore, nostro Dio».

Come un buon genitore che si attende tanto dai propri figli, così il Signore si aspettava che il suo popolo ricambiasse tutto il suo amore! Invece ha ricevuto solo ‘infedeltà’!
Ma l’amore di Dio è fedele e non abbandona mai il suo popolo; ecco allora di nuovo, accorato ma forte il grido: «Ritornate, figli traviati»!!! Convertitevi!!!
L’invito al ritorno è sempre accompagnato dalla determinazione del Signore stesso di rimanere impegnato a sostenere il cammino del cambiamento, quasi fosse un medico intento a curare il proprio malato. “Io risanerò (curerò) le vostre ribellioni”.
A questo punto, forse in maniera un po’ inaspettata, Geremia ci offre la ‘confessione’ di questo popolo ostinato e ribelle. Confessione del proprio peccato, riconoscimento della vanità degli idoli (“menzogna sono le colline, e le grida sui monti”), professione di fede nel Signore, riconosciuto come unico Salvatore.

Sia dato anche a noi di riconoscere la nostra responsabilità: “Abbiamo peccato contro il Signore”.
Anche per noi, la radice prima del peccato è non ascoltare la voce del nostro Dio!

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